Biella Chiavazza, Ronco, Vigliano – Anello della Malpenga

Tra Biella Chiavazza, Ronco e Vigliano - Anello della Malpenga

Il trekking urbano della Malpenga percorre un anello tra Biella Chiavazza, Ronco e Vigliano Biellese, tra strade e sentieri piacevoli e vari. Il sentiero si può percorrere in entrambi i sensi e parte dell’itinerario si sviluppa lungo il Sentiero della Malpenga.

Stagione: tutto l’anno
Luogo di partenza consigliato: Piazza XXV Aprile, Biella Chiavazza
Lunghezza del percorso: 9,5 km
Tempo di percorrenza:  2,45 ore
Dislivello positivo: 241 m
Equipaggiamento: normale da escursionismo
Difficoltà: T

Scala delle difficoltà dell’escursionismo:
T = turistico. L’itinerario si svolge su stradine, mulattiere o sentieri ben tracciati.
E = escursionistico. L’itinerario si svolge su sentieri o tracce di sentiero ben visibili, normalmente con segnalazioni.
EE = per escursionista esperto. L’itinerario può essere segnalato o può avere tratti non segnalati. Richiede capacità di muoversi su terreni impervi o infidi, tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche o tratti attrezzati con corde fisse.

La cappelletta nei pressi della cinta muraria della Malpenga

Percorso

Dalla Piazza XXV Aprile di Biella Chiavazza, imboccare Via Firenze e percorrerla, oltrepassare la bellissima Villa Buratti, raggiungendo il Cantone Prato

Nei pressi di un’enoteca oltrepassare l’incrocio con Via Verdi e proseguire fino a svoltare a sinistra in Via Bertola, che si segue oltrepassando il Cantone Prato di Sotto. In corrispondenza di una casa di un giallo molto acceso svoltare a destra attraversando cortili e sbucare in Via Giuseppe Poma, che si segue verso est fino all’incrocio con Via Coda nel Cantone Ca’ di Lunghe

Superare il ponte sul Rio Arrico e svoltare a destra su Via delle Fucine: seguire questa lunga via rettilinea, passare il ponte sul Torrente Chiebbia raggiungendo il Cantone Mulin du Rat

Proseguire in salita fino ad un incrocio in cui si svolta a sinistra in Via del Bottegone, passando nei pressi del Monastero Mater Carmeli.

L'ingresso della cappella del Monastero Mater Carmeli, sullo sfondo il Mucrone incorniciato

Proseguire, dopo circa 100 metri sulla destra si può ammirare una bellissima Sequoia secolare: questo monumentale albero è alto circa 35 m e, misurandolo alla base, il tronco ha una circonferenza di circa 10.5 metri.

La sequoia secolare di Chiavazza

Proseguire lungo la strada che in leggera salita raggiunge la Villa del Bottegone.

Qui si imbocca la Strada Antica di Ronco, un tempo acciottolata ed ora ridotta ad un sentiero.

Si prosegue nel bosco fitto, si passa un breve tratto eroso dall’acqua e si giunge sulla bellissima piana di Ronco. Poco avanti si trova sulla destra Via della Spanna che permetterebbe di abbreviare il percorso ma in questo tratto è Strada Privata. Proseguire allora verso la strada principale, che si segue verso destra, fino a trovare una strada a destra che va verso Cascina Bonina: seguirla costeggiando la bellissima cascina con le sue serre e le limonaie, fino ad arrivare nei pressi del cancello principale della Villa Malpenga.

Scendere una sterrata che costeggia a il muro della villa ed oltrepassare una sbarra. Qui è affissa la scritta di “proprietà privata” ma la cartografia indica il sentiero e sono presenti anche i vecchi cartelli della Comunità Montana ed i segnali gialli con frecce. Scendere dunque lungo questa strada sterrata che si abbandona proseguendo dritto (la strada continuerebbe sulla destra) per  raggiungere una bellissima Cappella con ampio panorama sulla pianura e bella vista sul Castello di Moncavallo.

Il fronte della cappella con magnifica vista su Vigliano e i vigneti

Il sentiero scende tra i vigneti: girandoci possiamo ammirare la maestosità della Villa Malpenga.

La Villa Malpenga

Poi si inoltra nel bosco e raggiunge Via per Ronco nei pressi del Cantone Santa Lucia. Qui sulla sinistra si trova un raro esempio di Casa Forte nel cortile della quale sono stati ritrovati due leoni stilofori ora conservati nel Museo del Territorio di Biella.

La Casa Forte all'interno della quale furono ritrovati i leoni stilofori

Svoltare a destra passando al fianco della Chiesa di Santa Lucia: la costruzione dell’edificio, originariamente dedicato a San Pietro, si fa risalire al 1502, successivamente nella metà del 1600 vengono costruiti il portico e la facciata.

Seguire quindi Via Santa Lucia che con un viale alberato scende verso Vigliano.

La chiesetta di Santa Lucia

Attraversare la borgata e con leggera salita raggiungere i cancelli del Castello di Moncavallo. Questo castello, raro esempio di stile neo-gotico del biellese, fu edificato nella seconda metà del 1800 in un’area in cui erano già presenti una casaforte ed una torre di origine medievale.

Scendere quindi fino alla sede dell‘Associazione Carrettieri e svoltare a destra in Via per Chiavazza. Seguire la strada prima asfaltata e poi sterrata, quindi sentiero (tenendo sempre la destra per non entrare nei vivai) fino a raggiungere una pioppeta. Qui prendere il sentiero a destra che la costeggia e prosegue fino ad raggiungere le strutture del vivaio, dove la strada diviene asfaltata.

Seguire Via Mercandetti fino a raggiungere nuovamente il Cantone Mulin du Rat, passare il ponte sul Torrente Chiobbia e continuare per circa 300 m fino a reperire a sinistra un sentiero che passa vicino ai ruderi pericolanti di una cappella, seguirlo ed entrare nel Parco Oasi Regione Croce, raggiungere il parcheggio della Palestra Comunale e andare a destra verso Via Coda, seguirla brevemente a destra fino ad imboccare a sinistra Via Volta, che si segue, giunti ad un bivio stare a sinistra e raggiungere Via Firenze che si percorre fino a giungere alla Piazza XXV Aprile.

Curiosità

I leoni stilofori di Villa Ferrettini in Vigliano Santa Lucia

Quando nel 1970, il caro amico Aldo Sola (amato sindaco di Vigliano , medico e studioso di storia e mio presidente nella associazione “Bugella”) mi accompagnò nel cortile della “casaforte” ,ora villa Ferrettini, sita proprio di fronte alla chiesetta di Santa Lucia, nel giardino interno, di fronte ad una fontana composta da vari pezzi di riuso, rimasi colpito dall’importanza di due leoni stilofori (stiloforo significa portatore di colonna) che fungevano da supporto al bacile dell’acqua della fontana. Coinvolto pure un altro carissimo amico, un mito per la nostra cultura, Monsignor Delmo Lebole iniziò la “nuova” storia di quei manufatti di grandissima qualità testimoniale. Lebole, nel 1990, ipotizzò il legame con maestranze lombarde (i cosiddetti Maestri Comacini) collegandoli coi lavori che provocarono notevoli modifiche alla chiesa di Santa Maria Assunta, parrocchiale di Vigliano. Quando mi trovai nella progettazione e poi nell’allestimento del Museo del Territorio trovai in Sola la persona più adatta affinché le sculture finissero nel luogo che meritavano. Da allora, agli inizi del 2000, sono sistemati nel salone del Chiostro di San Sebastiano.

Architetto Mauro Vercellotti

Uno dei due leoni stilofori ritrovati nella casa forte del Cantone Santa Lucia di Vigliano

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