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Alpinismo invernale |
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Un modo crudo e selvaggio per riscoprire la montagna |
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Le Alpi Biellesi sia per il terreno che per il particolare microclima si prestano moltissimo all’ alpinismo invernale, la neve si trasforma presto e viene dura e ghiacciata, canalacci e pendii che in estate sono pietraie e scivoli d’ erba in inverno si trasformano e diventano candidi pendii di neve, le creste si ornano di spettacolari cornici, mentre le pareti ed i camini si trasformano in severe vie di misto, il Mucrone è assai simile al ben più famoso Ben Nevis, una via come il canalino con le dovute proporzioni può essere paragonata alla rampa della nord dell’ Eiger, la traversata monte Camino- Monte Rosso ricorda, sempre in piccolo, la traversata dei Liskamm e lo scivolo della nord del Camino può sembrare una piccola nord della Tour Ronde. Aumentando un po’ il livello e provando a cimentarsi con vie come la parete Piacenza si inizia a capire bene il significato della scalata invernale e le sue problematiche.
Le Alpi Biellesi non hanno molte cascate di ghiaccio, ma quelle che ci sono pur con difficoltà sovente classiche sono lunghe ed in ambienti severi, scalandole si percepisce la sensazione di trovarsi isolati su una via di alta montagna.
La cosa più importante sono la valutazione delle condizioni e la attenta analisi del pericolo di valanghe, un altro grande pericolo si verifica nelle annate povere di neve, le montagne danno l’idea di essere pulite mentre invece nascondono l’insidia di tratti ghiacciati o di neve durissima che associati all’ erba rendono il suolo estremamente scivoloso, quindi piccozza e ramponi nello zaino sempre e comunque, e nessuna vergogna a servirsene al primo segno di bisogno.
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