Mi è morto un amico

Scomparso il manager Enrico Frachey

Enrico ci ha lasciati, mi fa soffrire pensare di non più vederlo, nella vita c’è sempre da imparare e per me è stato sopratutto un maestro, copiando e mettendo in pratica i suoi insegnamenti ho potuto raggiungere degli importanti obbiettivi, quindi mi è stato assai prezioso.

L’ho conosciuto sulla pietra dei Sella a Chiavazza, ero un ragazzino di sedici anni abbastanza scapestrato, allora abbiamo cominciato ad arrampicare insieme. Quando sono diventato guida seguivo sopratutto la sua fase di allenamento cercando di ottimizzare al massimo i tempi poichè i suoi impegni gli lasciavano pochissimi spazi liberi, con lui ho imparato una cosa fondamentale, cioè che stare con una persona intelligente aiuta anche quelli che lo sono meno, basta avere l’accortezza di ascoltare, quindi ho avuto la prelibata occasione di prendere lezioni a gratis da uno dei più validi manager di industria del nostro tempo, cosa di cui gli sarò sempre grato.

Enrico aveva una dedizione totale al lavoro e ho potuto vedere con i miei occhi cosa significasse la parola impegno, ma il bello è che insieme c’è stata la genialità, infatti con i nuovi tagli ed il colore ha totalmente rivoluzionato il mercato mondiale dell’ abbigliamento sportivo.

Mi piace ricordare le nostre conversazioni mentre correvamo sull’autostrada per andare a scalare a Finale, quando tranquillo ed a suo agio mi raccontava con quel piemontese accentato in canavesano, le mosse strategiche dell’importantissima holding che dirigeva, frasi che sono passate alla storia come “tlas vist l’uma n’dè n’tal far east”; riferito alle prime produzioni di capi in Corea, oppure “anche slì l’ era nen n’aquila”; riferito al cinico capo di una delle maggiori aziende italiane. Enrico aveva mantenuto nella sua vita privata i modi di una persona semplice, questo mi faceva riflettere sopratutto quando per qualche motivo passavo a trovarlo all’azienda e mi ricevevano certi asini boriosi che alla fine non valevano niente.

Di lui mi restano un enorme conoscenza che mi ha formato, dei bellissimi ricordi delle avventure vissute insieme e una foto sbiadita presa negli anni ottanta sulla Torre Castello.

Gianni Lanza

 

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