Da Rosazza ad Oropa per il Colle Finestra

Un sentiero assai selvaggio

Relazione di Alberto Muzio.

La gita che andiamo a descrivere si svolge su di un sentiero rimasto a lungo intransitabile perché completamente invaso dalla vegetazione. Nell’estate del 2013, due volonterosi amanti della montagna, Giorgio e Claudio Fogliano, hanno provveduto a ripulirlo, sistemarlo e segnalarlo con le regolamentari strisce rosse e bianche. Non paghi, l’estate successiva sono tornati per togliere erbacce e rami che nel frattempo avevano ricominciato ad invaderlo. Un lavoro nel complesso notevole che ha lasciato un percorso molto interessante per la sua originalità e per i luoghi selvaggi e scoscesi che attraversa.

Si sale in Valle Cervo fino al paese di Rosazza. Giunti in centro paese, dopo il ponte, si svolta a sinistra in direzione di Desate e si prosegue con l’auto fino ad un parcheggio dove la strada finisce. Evidenti pannelli descrivono la zona e l’intero territorio della Valle Cervo. Siamo a quota 900 m circa.

Si parte lungo la mulattiera che conduce al colle della Gragliasca (sentiero E30) costeggiando il torrente Pragnetta e si arriva in breve ad un’ampia area prativa con grandi massi riportanti incise preghiere e volti.  Questo è Pian Maia, luogo dove un tempo i valligiani ballavano alle feste di Desate. Poco oltre si trova sulla sinistra una traccia che conduce al torrente che si attraversa passando da una pietra all’altra. Purtroppo da tempo non vi è più il ponte per cui il guado è agevole solo con poca acqua.

Continuando sulla sinistra il sentiero (ora E34)  si inerpica fino ad un pianoro dove campeggia una cappelletta, riparata da due curiose ante di legno, dedicata a San Giovannino (siamo a 1170 mt).

A questo punto si prosegue a destra della cappelletta, e il percorso comincia ad inerpicarsi con una ripidezza crescente e veramente notevole, immerso tra cespugli di rododendri, grosse betulle, sorbi,  pietre affioranti e mirtilli. Volgendo le spalle, man mano si sale, si notano il Campanile di San Giovannino, luogo noto agli scalatori, ancorchè piuttosto difficile da raggiungere, la Sella di Rosazza e in basso il villaggio di Desate.

Il sentiero, sempre ben visibile e sufficientemente ampio, si è ormai fatto ripidissimo e il cammino sarebbe assai difficile senza la pulizia e la segnaletica di cui si è detto. Si giunge così ad un poggio dove si notano i ruderi dell’Alpe Rajet dello Speziale, con l’immancabile crutin dove si conservavano i prodotti caseari (siamo a mt. 1740). Un centinaio di metri ancora e a 1840  si incontra l’Alpe Rajet o ciò che ne rimane.

Da questo punto il paesaggio diventa man mano più roccioso, punteggiato da ometti di pietra, sempre molto utili per reperire la direzione su questo tipo di terreno. Ci si mantiene da qui in poi sul lato sinistro del vallone (destra orografica) rispetto al canale pietroso che scende dal Colle. La ripidezza si attenua sempre più fino diventare un lungo traverso con un tratto finale breve e pianeggiante che adduce alla depressione erbosa del colle stesso (m 2038). Qui giunti, abbiamo camminato circa 3 ore e, nebbia permettendo, possiamo godere del bel panorama verso la conca di Oropa, con davanti a noi il Monte Mucrone, mentre alle nostre spalle si staglia maestoso il Monte Rosa.

Va detto che da questo colle si dipartono, a ovest,  il percorso alpinistico della Cresta Est del Monte Camino e a est il sentiero che conduce al Monte Tovo.

Per il rientro è preferibile e consigliato, anziché ritornare sui propri passi, scendere su Oropa passando dall’Alpe Trotta (D32) e successivamente raggiungere la mulattiera Oropa – Alpe Pissa – Rif. Rosazza (D13) per raggiungere in circa 1 ora e 30 il Delubro sulla strada per la Galleria di Rosazza.

In tutto abbiamo camminato poco meno di 5 ore su di un percorso inconsueto e di certo poco frequentato.

La cappella di San Giovannino
Desate
Il Colle Finestra
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