Roccia dello Schiavo – Via Diretta

Monte Pellegrino - Roccia dello Schiavo - Via Diretta

Una salita storica su roccia bellissima e tagliente. Una big wall di Palermo, con vista sulla città.

Zona: Palermo, Monte Pellegrino, Roccia dello Schiavo

Sviluppo arrampicata: 230 m

Storia: prima salita di Umberto Capotummino e Pietro Cipolla nel 1974. Prima solitaria Roby Manfrè il 26 agosto 1981.

Esposizione: sud-ovest

Protezioni: fix inox, fittoni resinati, chiodi tradizionali, clessidre

Difficoltà: VI, VI- obbl.

Note: parte del primo tiro è attrezzato da monotiro con fix inox

Equipaggiamento: normale da arrampicata, fettucce, cordini per clessidre, una serie di friend

Accesso: Raggiungere il Parco della Favorita di Palermo, Percorrendo Viale Ercole svoltare a destra in corrispondenza di un piazzale sterrato (indicazioni C.R.A.L. e Protezione Civile). Parcheggiare nel piazzale sterrato. Attraversare a piedi i due viali a senso unico e dirigersi verso il traliccio dell’alta tensione, prima per sentiero poi per tracce, fino a raggiungere la base della parete. La via attacca in corrispondenza di una colata più scura. Ore 0,10.

Relazione

L1: superare un muretto e seguire lo svaso che sale lungo la colata grigia, VI, proseguire leggermente a sinistra e salire lungo le placche fino alla sosta Raumer da monotiro, V, spostarsi a sinistra e superare una placca liscia con chiodi tradizionali V+, da cui si esce a sinistra, sosta Raumer su terrazzo, 35 m

L2: salire a destra su lama, IV+, poi muretto V, quindi dirigersi leggermente verso sinistra, ignorare una vecchia sosta con cordini a sinistra per proseguire su un tratto disturbato da vegetazione (possibile proteggersi con fettuccia su un fico d’india), proseguire dritto sul muretto, V, quindi raggiungere il terrazzo a sinistra al fondo del quale si trova la sosta su 2 fix da collegare, 40 m

L3: salire un pilastrino sulla sinistra, quindi salire sulle reti paramassi (1 vecchio chiodo indica la via originale), uscire dalle reti in corrispondenza di due vecchi chiodi accoppiati, superare il muretto strapiombante VI-, proseguire su placca delicata V+, superare un tetto da cui si esce a sinistra, V+, sosta su 2 fix e 2 chiodi da collegare, 25 m

L4: spostarsi a destra V, quindi salire verticalmente su placca delicata V+, fino ad un tratto più verticale VI, poi salire ancora V+ e traversare in orizzontale verso destra V+ per raggiungere la sosta Raumer con catena e anello di calata, 25 m

L5: percorrere l’evidente diedro, V+, passi di VI sulla parte finale, uscire a sinistra su lame, VI-, fino alla sosta Raumer con catena, 35 m

L6: salire verso sinistra fino a delle reti paramassi V, salire un muretto V+, poi spostarsi verso destra seguendo delle lame, V, quindi salire nuovamente per fessure verso una cengia, V+, sosta su catena con moschettone da calata. Facilissimo rischio di tiraggio delle corde, che può essere evitato facendo una sosta intermedia in corrispondenza dell’ancoraggio delle reti paramassi. 35 m. Da qui è possibile calarsi in doppia lungo la via

L7: salire per placche e muretti si roccia molto tagliente, III, II, sosta su spuntone, 40 m

Da qui per facili rocce si segue una traccia che in breve porta alla strada asfaltata per il santuario di Santa Rosalia.

Discesa: in doppia lungo la via da L6, oppure da Santa Rosalia scendere a piedi o in bus.

Foto-relazione

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