Il territorio in cui viviamo è “fatto” di montagne
Progetto territorio

Questo è ciò che pensano i ”miei” bambini di 5 anni, che abitano a Trivero e frequentano la Scuola d’Infanzia Statale Cerino Zegna.

Partendo da questa affermazione è nato il ”Progetto Territorio”: il nostro obiettivo era prefissare una meta da raggiungere, una meta visibile da scuola (e dal ”resto del mondo” Biellese), essere “autonomi“ nei nostri spostamenti e partire dal presupposto che anche un lunghissimo viaggio prevede sempre un primo passo.

Gli “allenamenti” di camminata in montagna, in salita, sono stati molti. I bambini avevano le pedule o le scarpe da ginnastica a scuola, e da scuola partivamo, allontanandoci sempre un po’ di più, sbagliando i tempi, arrivando sempre cinque minuti in ritardo per il momento del pranzo, soddisfatti e con tanta fame.

Abitiamo a Trivero e la meta dei nostri allenamenti di ogni venerdì mattina, è stata il Santuario di S. Bernardo, visibile da tutto il Biellese, partendo ovviamente da scuola, posta vicino al municipio del paese, a 739 m sul livello del mare.

Giovedì primo Giugno, siamo partiti per la grande avventura. Ci siamo incamminati, ognuno con il proprio zaino, con il sorriso di quelli che stanno per compiere una grande impresa.

Siamo arrivati al Santuario di S. Bernardo, a 1408 metri, abbiamo giocato con un cane che rincorreva i legnetti lanciati, abbiamo fatto la foto di rito, lasciato un disegno preparato appositamente da Luca e abbiamo firmato il ”libro di vetta”.

Siamo ripartiti per raggiungere la bocchetta Margosio scegliendo il sentiero che percorre la cresta, molto più aereo e dal panorama mozzafiato. I rododendri selvatici erano in fiore, la bellissima cresta dell’Argimonia sembrava poter essere toccata con un dito, i bambini non erano stanchi ed ogni masso che incontravamo diventava occasione di “arrampicata di parete altissima e inviolabile” .

La distanza percorsa è stata circa di 7,5 km con un dislivello positivo di 760 metri.

Inutile precisare che, arrivati a Margosio, i bambini hanno trovato “buonissimi” i panini preparati a mensa, buonissimi i biscotti secchi compresi nella ”razione trekking in montagna” e buonissima l’acqua della fontana, mentre a scuola queste cose a volte vengono accolte con l’espressione di chi ha nel piatto delle cavallette fritte.

Valentina Grappeggia, gestrice dell’agriturismo ci aveva preparato i muffins al cioccolato e del succo di mele, che nell’immaginario si è trasformata in birra, quindi i cin-cin di brindisi per la vittoria hanno assunto un aspetto solenne.

Il progetto si è concluso con l’uscita di sabato 10 Giugno, alla falesia di Montestrutto, con l’avvicinamento all’arrampicata con l’indispensabile aiuto delle guide alpine Gianni Lanza e Teo Bizzocchi, degli amici Roby Sellone, Seba Biolcati, Andrea Lagna, Elisabetta Bagnara, Edoardo Bono, Silvio Rossi.

La giornata è stata entusiasmante per tutti, e per me, che sono un’accanita sostenitrice di queste innate capacità dei bambini, quasi commovente.

Credo che questa sia stata la dimostrazione migliore che la montagna è per TUTTI, a tutte le età, e che nessuna attività è “pericolosa” se adeguatamente preparata. Camminare, anche per lunghi tratti, anche in salita, è “naturale” ed è questione di allenamento; arrampicare è una capacità innata nei bambini, anche più piccoli, che viene continuamente e ingiustamente repressa.

Abbiamo la fortuna di abitare in un territorio ricco di sentieri, che percorrono montagne meravigliose sia d’estate che d’inverno. Cerchiamo di approfittare di questo contesto, trasformiamo queste opportunità in una ”educazione” soprattutto a scuola, perché muoversi all’aria aperta fa bene e i colori, i profumi, le esperienze che ci offre la natura, non saranno mai sostituibili da nessun altro ambiente artificialmente ricostruito.

Ringrazio Elisabetta, sempre presente negli allenamenti del trekking e ringrazio la mia collega Paola che, dopo questa esperienza, sono certa partirà più serena per "il cammino di Santiago"... Senza la sua convinzione e la sua partecipazione nulla sarebbe stato possibile. Ringrazio Valeria, la "donna taxi" del "post-avventura". Ringrazio tutti i genitori, anche quelli inizialmente scettici e perplessi da questa GIOVANE insegnante un pochino strana.

Arrivederci al prossimo "allenamento".

Tella Castello, detta Dona





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