Era l' ora del Destrera
Alla scoperta di montagne remote
La Valsoera e' tutta una contraddizione, valle del Parco del Gran Paradiso, remota e selvaggia, purtroppo deturpata dalla sporcizia e dai resti di cantiere nell' area circoscritta del lago artificiale, cose all' italiana, parco e munnezza, possono anche fare un po' di strada insieme se gli interessi lo richiedono.
Avevo salito la via Locatelli al Destrera nel '78, sigh ben 32 anni fa, da sempre mi era rimasta la voglia di tornarci, aime' fortemente disturbata dall' idea della lunghissima marcia di avvicinamento e dal ritorno eterno. Sabato 28 agosto e' scattata l' ora x e siamo partiti carichi moralmente e con zaini assai stagni, passando per la Bocchetta di Valsoera in 4 orette di panoramica passeggiata in ambiente veramente selvaggio e incontaminato, abbiamo raggiunto lo schifo della diga e con un altra mezz'ora ci siamo portati alla base del severo versante ovest del Destrera. La parete liscia, grigia e tetra non dava segnali di incoraggiamento, tuttavia verso le due del pomeriggio abbiamo attaccato il primo tiro, nel frattempo il sole ha iniziato a riportare la vita su queste placconate di granito intagliate solo da rari diedri geometrici. La scalata è stata da subito entusiasmante, libera e  quasi senza alcun segno di passaggio, al massimo 1 o 2 vecchissimi chiodi per tiro, soste Brrr da brivido, il tutto da proteggere con friends. Siamo tranquilli, quasi deconcentrati, alla base della parete un numeroso gruppo di camosci transita e sosta a guardarci. A meta' via entriamo nel grande diedro di cento metri, tre tiri molto eleganti, spaccate e opposizione, poi la dura parte finale della via, alle 19,30 siamo in cima inondati dall' ultimo sole. Pregusto gia' la notte nel nostro accampamento, la rapida discesa su un brutto terreno scosceso ci riporta al deposito dell' equipaggiamento, poi sul far della notte raggiungiamo il lago Motta dove approntiamo il bivacco. Che emozione rara poter vivere cosi' pienamente la montagna, accampati fuori dal mondo, mille stelle nel cielo, noi piccoli piccoli a cucinare la nostra minestra in una barma di pietra. Appena coricati nelle tende si alza una luna gigante che rischiara a giorno la montagna, siamo testimoni della magia e della grandiosita' della natura.
Il giorno ci coglie nei preparatvi per la lunga discesa fino a San Giacomo, l' ambiente e' quello tipico della montagna Piemontese, scosceso e selvaggio, i ruderi di alcuni alpeggi ci ricordano le fatiche di un epoca ormai passata anche se non cosi' lontana. Nel cuore mi sento veramente felice, per  i compagni che hanno condiviso questa avventura, per la bellezza e l'intensita' dell esperienza appena vissuta, ma ancor di piu' per l'aver pensato e avuto il coraggio di viverla, niente di banale in questi due intensi giorni in montagna.
Guida alpina Gianni Lanza

Destrera parete ovest via Locatelli- Alberto 

Bellissima arrampicata, sul 5c,  di grande ingaggio per via della totale assenza di punti di protezione, anche le soste sono da rinforzare e ricostruire, un ottima palestra per l' uso dei friends. 

Prima salita: F. Locatelli, G.C. Alberto il 19 ottobre 1969

Accesso: dalla diga di Teleccio ( Val Piantonetto, Locana, To) salire al rif Pontese, seguire l'Alta Via Canavesana passando la Bocchetta di Valsoera e scendere attraversare la diga e raggiungere il bivacco Pocchiola- Meneghello, continuare sull' Alta Via e poi dirigersi alla base della parete , ore 4,30.
La Via: la parete e' alta circa 300 metri , difficolta' TD- con passaggi fino al 5c, interamente da proteggere, soste su chiodi vecchi da rinforzare.
L1: attaccare a sinistra di un evidente nicchia 4a, 5a. 
L2: spostarsi un po' a destra e salire dei diedri con erba 4a
L3: salire un bel diedro 4b
L4: salire e poi traversare a destra fino alla base del grande diedro 4a
L5: salire il grande diedro 5a/b
L6: salire la faccia destra del diedro, poi placca in grande esposizione 5a
L7: proseguire nel diedro 4b, poi uscire su cengia a sinistra
L8: un passo a sinistra poi diedro 4b, poi rampa 3, sosta su fix di via moderna
L9: salire su un masso a destra e afferrare una fessura che si segue 5c, sosta da costruire collegando un vecchio chiodo.
L10: superare dei diedri, 4b, poi il diedro finale 5c massiccio.
Discesa: seguire la cresta nord con passaggi su roccette giunti al colle scendere seguendo l' Alta Via Canavese, terreno scosceso e tratti con cavo metallico, in circa 1 ora si ritorna al bivacco.





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