Salite note : Gianni Lanza maggio 1975, Roby Caucino marzo 2008 Dislivello: da Piedicavallo m. 1500 per il solo canale m. 250 Tempo di percorrenza: 6 h da Piedicavallo, ma può variare a seconda delle condizioni nevose Difficolta: PD, salita su neve con breve tratto di misto facile Informazioni pratiche: da effettuare solo con neve ben consolidata e temperature ancora basse; partire da Piedicavallo prima dell’alba. Materiali: ramponi, piccozza; utile uno spezzone di corda Salita di neve non difficile ma da non sottovalutare per il dislivello complessivo, l’isolamento e per un ultimo tratto più delicato. Ambiente selvaggio ed affascinante, questa via vi porta nel mezzo di una parete assolutamente sconosciuta e non frequentata, ma circondata da uno splendido panorama. La prima salita invernale di cui si ha notizia è stata opera di Gianni Lanza nel 1975. Avvicinamento: da Piedicavallo salire al Lago della Vecchia (1850 mt; 2 h); attraversarlo (se ben ghiacciato!) o aggirarlo per risalirne le ripide sponde occidentali in direzione della possente bastionata che fa da cornice al lago. Dopo il tratto iniziale il pendio si ammorbidisce e ci permette di giungere facilmente al circo glaciale che ospitava un ghiacciaio ormai scomparso (2100 mt; 3h) Salita: dal circo glaciale, in direzione sud-est, appare ora evidente il “canale nascosto” che taglia trasversalmente la parete: incuneato tra la parete vera e propria ed una sottile cresta rocciosa, risulta celato alla vista sia dal Lago della Vecchia, sia dalla cima del Monte Cresto. Salire il canale (30/40°) che termina su un colletto da cui si ha direttamente accesso ai ripidi pendii nevosi che scendono dalla cima. Dal colletto prendere immediatamente a destra per un ripido scivolo (45°) che conduce prima ad un dosso quindi, appena sotto la cima, ad una zona di placche appoggiate. Pur essendo ormai la pendenza attenuata quest’ultimo tratto è il più delicato: il liscio granito delle placche offre pochi appoggi che costringono ad una progressione più attenta e prudente. A pochi metri dalla vetta il pendio si impenna nuovamente stringendosi in un ripido, se pur breve, passaggio di misto (II°, non obbligatorio) che sbuca direttamente alle spalle della croce di vetta. Relazione: Roberto Caucino sulla salita del 24/03/2008 |