Diedro Giallo alla Militi, il racconto di Annarosa

Parete dei Militi - Diedro Giallo, il racconto di Annarosa

La Parete dei Militi si trova in Valle Stretta (Vallèe Etroite), è un’imponente parete calcarea alta 350 m: scoperta e frequentata dai migliori alpinisti piemontesi della storia, tra cui Gervasutti, Rivero, De Albertis, Guido Rossa, Motti e molti altri.

Il paesaggio della Valle Stretta ricorda l’ambiente dolomitico delle grandi pareti. 

La via del Diedro Giallo è stata aperta nel 1953 dallo stesso Guido Rossa che con Giacomo Menegatti percorsero 300 m di parete: uno splendido diedro di 90 m contraddistingue questo itinerario, mai banale ma percorribile grazie alla nuova chiodatura. 

La bellissima parete: netta è l'ombra del diedro al centro della parete

Il racconto di Annarosa

Annarosa affronta il diedro

Sabato, ore 8,30, Parete dei Militi, il Diedro Giallo: “Ecco siamo arrivati, prepariamoci”. Alzo gli occhi su un diedro di cui faccio fatica ad intuire la fine: “Quanti tiri sono?” “Tredici o quattordici”, d’istinto volgo lo sguardo alla rassicurante pineta sottostante, ma un amletico quesito mi distoglie dai soavi pensieri: farà caldo o freddo? Canotta, maniche corte o maniche lunghe? Con calze o senza calze? Tra un imbrago e un otto ripassato metto e tolgo tutto in un turbinio di indumenti che si ferma quando Gianni dice: “ Fammi sicura”. Ok, si parte: per la cronaca in canotta con le calze. Il primo tiro me lo godo proprio, godo anche degli appigli che mi rimangono in mano, casomai volessi farne souvenir. Il secondo tiro è solo un trasferimento, ma nel dubbio che più in alto non ci sia più niente da godere, mi godo anche questo: il seguito prova che avevo ragione. Inizia il diedro, più sale più fa male. Gianni divide in due il tiro di uscita, così può ammirare da vicino i miei progressi nella tecnica…dell’azzero! E’ proprio a questo punto che mi si ripropone la Guido Rossa alla Rocca Sbarua, come talvolta accade coi peperoni in bagna cauda: non avendo letto la relazione, il timore dell’ignoto a volte è più accettabile dell’angoscia del noto, non riesco a capire perché. Siamo al “cengione” e mi sento in trappola fra la parete soprastante che incombe e il vuoto sottostante che non soccombe. Affronto di slancio gli ultimi tiri, niente di eroico, è iniziato a piovere ed è meglio togliersi dalle grane velocemente… e poi l’ultimo tiro è solo un terzo grado no? Sì, un terzo grado strapiombante con pochi appigli semoventi. Siamo fuori, non piove, il piacere per la bella passeggiata che ci riporta a valle in un panorama dolomitico si mescola al sapore di…Guido Rossa, ancora lui… e la situazione non cambia neanche dopo un meritato panino al salame….inconfondibile sapore di Guido Rossa: il perché lo scopro solo a casa, leggendo la relazione.

Annarosa Fila Robattino

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