Aprire nuove vie

Aprire nuove vie?

In 35 anni di attività in montagna mi è capitato a volte di aprire qualche nuova via, niente di eccezionale, tant’è che non mi son nemmeno mai preoccupato di annotarmi quello che ho fatto, oggi mi son reso conto che comincio a dimenticarmi di alcune salite, sicuramente dei particolari e delle date, dunque prima che sia troppo tardi mi annoto questo promemoria di vie aperte in questi lunghi anni.
Tutte le vie sono state aperte dal basso.

All’inizio da ragazzino anni 74’/79′, dai 13 ai 18 anni pur non avendo una completa maturità alpinistica, ho fatto alcune nuove vie nelle Alpi Biellesi, a quei tempi non sentivo tanto il bisogno di fare nuove cose, stavo giusto scoprendo la montagna e per me tutto era nuovo.
Dall’ 80′ al 95′ ero tutto preso nel ripetere le vie più belle e classiche delle Alpi, vedendo ciò che era stato fatto mi rendevo già ben conto di non essere un aquila, molte energie venivano assorbite dal mio lavoro di guida, e il tempo libero lo dedicavo soprattutto alla scalata invernale che è sempre stata la mia grande passione. Tuttavia in quel periodo ho aperto alcune interessanti vie a Machaby sul Paretone che son diventate subito molto classiche e ripetute: Topo Bianco, Anchorage, Nulla Al Caso, Tike Saab, le quali sono state successivamente richiodate e tutt’oggi son ritenute tra le più belle della struttura. In quegli anni contava nella mia filosofia aprire vie dure con poche protezioni tirando al massimo il grado obbligatorio; in quest’ottica sono state aperte la via Notti Messicane sull’altra faccia di Machaby (6b obbl.) con protezioni molto lontane, e la via dei Biellesi allo Scoglio di Mroz 6b, A3 solo 2 spit di sosta, il resto friends, nuts, e qualche chiodo. Penso che quest’ultima non sia mai stata ripetuta e credo che oggi sarebbe un’interessante prova per gli amanti del trad. In quest’epoca di maturità e massima forza mi è stato compagno il fortissimo Giancesare Gariazzo detto “Vasco”. Sulle Alpi Biellesi ho aperto la via Antichi Zeiten alla parete Piacenza ultima via sul Mucrone fatta prima dell’introduzione dello spit, e la via del Nanni sempre alla parete Piacenza. Entrambe le vie presentavano una chiodatura assai lunga e obbligatoria e saranno poi ripetute solo dopo la richiodatura plasir da me effettuata negli ultimi anni.
Dal ‘95 ad oggi la mia mentalità si è orientata maggiormente sull’aprire vie di piacevole arrampicata, anche molto facili, essenzialmente ben protette: nel ripeterle non c’è di certo avventura, ma sono divertenti e sovente adatte anche ai principianti. Sono circa 100 vie perlopiù sulle Alpi Biellesi, dove ho trovato terreno fertile e ancora intere pareti da scoprire. Nella fase iniziale mi sono stati compagni Franco Delzoppo, Roby Sellone, Seba Biolcati, a cui negli anni si son aggiunti moltissimi amici.
Aprire nuove vie è cosa assai piacevole e rende la pratica dell’alpinismo ancora più creativa e (se mi è permesso) anche un po’ artistica, sicuramente molto artigiana. La gratifica personale è stata per me molto elevata e dopo tanti anni la mia passione dura tutt’oggi più viva che mai.
Il mio lavoro lo voglio dedicare a quelli che condividono questa passione, gente come Roby Sellone, Seba Biolcati, Caio Getto, Tito Sacchet, Roberto Munarin, Roberto Sgubin, e tanti altri che non conosco, che con il loro lavoro gratuito hanno dato la possibilità a tantissimi scalatori di divertirsi in sicurezza.

Guida Alpina Gianni Lanza

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